Posizionata nell’antico centro storico della Sanità-Vergini, il quartiere più vivace di Napoli, permette di scoprire l’antica capitale del Regno delle Due Sicilie, che in questa parte della città conserva antichi siti archeologici risalenti al periodo greco e romano.
Napoli
La seconda guida DUBL riguarda Napoli ed è dedicata Rione Sanità, uno dei quartieri più popolosi nel cuore della città.
La Sanità è nata originariamente come necropoli e area cimiteriale. In quest’area sorsero ipogei ellenistici e, successivamente, catacombe paleocristiane come quelle di San Gennaro e San Gaudioso. Dal XVII secolo la zona fu chiamata “Sanità” perché ritenuta incontaminata e salubre, anche grazie a proprietà miracolose attribuite alla presenza delle tombe dei Santi.
Il quartiere si sviluppò urbanisticamente solo dal XVII secolo, a partire dalla costruzione della Basilica di Santa Maria della Sanità, diventando l’area prescelta da nobili e borghesi napoletani per le proprie dimore. Nel XVIII secolo le sue strade diventarono il percorso privilegiato della famiglia reale dal centro della città alla Reggia di Capodimonte.
A causa del percorso particolarmente tortuoso, si ritenne necessaria la costruzione di un collegamento diretto, il Ponte della Sanità, causando in questo modo l’isolamento del quartiere.
Ecco perché la percezione oggi è quella di una periferia al centro di Napoli: un luogo autentico che vi invitiamo a scoprire lasciandovi sorprendere da quei luoghi unexpected che vi lasceranno senza fiato!
Casa del Monacone
Archivio di Stato
Il suggestivo Archivio di Stato di Napoli ha sede nel complesso monumentale dei SS. Severino e Sossio, uno dei più importanti e antichi centri della spiritualità benedettina del Mezzogiorno. Questo luogo speciale e maestoso nel centro storico di Napoli, è custode e rappresentante della storia medievale, moderna e contemporanea d’Italia e d’Europa. Tanti i simboli architettonici che al suo interno testimoniano e raccontano la grande storia della città, tra cui quattro suggestivi chiostri da scoprire.
Ipogeo dei Cristallini
L’Ipogeo dei Cristallini è una rara e incredibile testimonianza di pittura ed architettura ellenistica, che ha restituito alla città di Napoli il suo antico sepolcreto greco.
Un viaggio indietro nel tempo di 2300 anni: i quattro spazi dell’Ipogeo svelano ai visitatori un mondo ricco di decori e raffinatissimi effetti di trompe l’oeil, oltre ad una collezione di reperti e vasi antichi ancora magnificamente conservati.
Ossario delle Fontanelle
L’ossario delle Fontanelle era una delle cave da cui si estraeva il tufo per edificare la città di Napoli, usate fino al XVII secolo. Qualche anno dopo, però, la cavità delle Fontanelle servì per ospitare i resti delle vittime delle epidemie di peste (1656) e di colera (1836), oltre a quelli provenienti dalle chiese.
Il cimitero delle Fontanelle è noto soprattutto per il culto delle anime pezzentelle che prevedeva l’adozione e la cura di teschi abbandonati in cambio di grazie.
Porta San Gennaro
A ridosso di via Foria, si trova la Porta San Gennaro, la porta più antica di Napoli, da cui passavano i blocchi di tufo provenienti dalle cave. La porta viene menzionata per la prima volta nel 928, ed era l’accesso alla città per chi proveniva da nord e passaggio obbligato per andare alle Catacombe di San Gennaro.
Dopo la peste del 1656 fu aggiunta un’edicola affrescata come ex-voto, che raffigura San Gennaro, Santa Rosalia e San Francesco Saverio che pregano per la fine dell’epidemia.
Palazzo dello Spagnuolo
Un altro dei palazzi più famosi di Napoli trova sede alla Sanità: il Palazzo dello Spagnuolo, noto per l’originalità della visionaria scalinata interna. Fu commissionato a Ferdinando Sanfelice dal marchese di Poppano, che unificò due edifici ricevuti in dote.
Il suo punto di forza è nel cortile: la grande scalinata barocca ad ali di falco, ornata con decorazioni a stucchi. È conosciuto come Palazzo dello Spagnolo perché nel XIX secolo fu acquistato dallo spagnolo Tommaso Atienza.
Palazzo Sanfelice
Nel cuore del Rione Sanità, si trova il palazzo progettato a inizio Settecento dall’architetto napoletano Sanfelice come sua residenza privata, divenuto uno dei capolavori del barocco napoletano. Di grande interesse architettonico gli esterni: l’edificio è infatti composto da due corpi unificati dalla facciata e la sua particolarità è proprio la scalinata interna ad ali di falco, dal grande effetto scenografico.
Forse proprio per questo il cortile ha fatto da sfondo al film “Questi Fantasmi!”, tratto dalla commedia di Eduardo De Filippo.
Basilica San Severo e Figlio Velato di Jago
La Basilica di San Severo è stata recentemente restaurata, mentre la piazzetta antistante è stata riqualificata con nuovi arredi urbani, per restituirla alla comunità.
La Cappella dei Bianchi è un tesoro nascosto, in cui sono conservati dipinti di Andrea Vaccaro, Luca Giordano e Francesco Fracanzano. Dal 2019 ospita anche la scultura “Figlio Velato” dello street artist Jago. L’opera si ispira al Cristo Velato di Giuseppe Sammartino ed è scolpita in un unico blocco di marmo. Raffigura un bimbo coperto da un velo, a simboleggiare la morte di tutti gli innocenti del nostro tempo.
Basilica di Santa Maria della Sanità
Nel cuore del Rione, la Basilica di Santa Maria della Sanità è punto di riferimento del quartiere.
È conosciuta come Chiesa del Monacone perché custodisce la statua di San Vincenzo Ferreri, frate domenicano e patrono della Sanità.
La basilica è un autentico museo della pittura napoletana del XVII secolo, con preziosi quadri, tra gli altri, di Luca Giordano e Andrea Vaccaro, e la prima rappresentazione napoletana della Madonna con Bambino, salvata dalle Lave dei Vergini nel V-VI secolo d.C.
La basilica barocca è anche punto di accesso alle Catacombe di San Gaudioso.






















