Il colore di Mimmo Jodice

17 maggio 2026 – 10 gennaio 2027

Il Museo del Tesoro di San Gennaro rende omaggio a Mimmo Jodice con Il colore di Mimmo Jodice, mostra prodotta e organizzata da D’Uva in collaborazione con Mimmo Jodice Studio, a cura di Sylvain Bellenger.

L’esposizione presenta l’unico progetto a colori realizzato dall’artista: oltre quaranta fotografie dedicate ai capolavori del Seicento napoletano, alcune delle quali inedite, nate negli anni Ottanta durante le visite di Jodice alla mostra La Civiltà del Seicento a Napoli al Museo di Capodimonte.

Le immagini — dedicate a opere di Caravaggio, Ribera, Luca Giordano, Artemisia Gentileschi e altri maestri del Barocco — isolano dettagli, volti e frammenti pittorici trasformandoli in visioni sospese e contemporanee. Un lavoro raro, restaurato e riportato oggi alla luce grazie a un importante intervento promosso da D’Uva.

La mostra rappresenta inoltre il primo grande tributo espositivo dedicato a Jodice dopo la sua scomparsa e si sviluppa lungo gli spazi del Museo del Tesoro di San Gennaro, in dialogo con le collezioni storiche e con un allestimento immersivo ideato appositamente per il percorso.

L’apertura coincide anche con l’inaugurazione dei nuovi spazi di accoglienza del museo e del nuovo impianto illuminotecnico progettato dal lighting designer Filippo Cannata.

La mostra è realizzata con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Napoli.

Mimmo Jodice Studio ©

OBEY: Power to the peaceful

6 maggio – 6 settembre 2026

Le Gallerie d’Italia – Napoli, dal 6 maggio al 6 settembre 2026, presentano la mostra “OBEY: Power to the peaceful” a cura di Giuseppe Pizzuto.

La mostra è dedicata all’artista statunitense Shepard Fairey (Charleston, 1970) in arte OBEY, uno degli artisti più influenti della scena urbana contemporanea. Nato dalla cultura skate e dalla grafica underground degli anni Novanta, OBEY si è affermato nel tempo come uno dei linguaggi visivi più riconoscibili dell’arte pubblica globale. Attraverso poster, serigrafie e murales presenti nelle città di tutto il mondo, Fairey ha sviluppato un’estetica potente e immediata che rielabora i codici della propaganda per trasformarli in strumenti di critica sociale e consapevolezza politica.

Attraverso questa poetica che anima tutte le sue opere, lo street artist invita il pubblico ad interrogarsi e ad assumere una posizione critica riguardo tematiche di grande rilevanza ambientale, sociale e politica. Il linguaggio di Shepard Fairey è essenziale, audace e trae ispirazione dall’arte d’avanguardia e di propaganda del Novecento, dal Futurismo al Costruttivismo russo.

Realizzata in collaborazione con Wunderkammern – galleria d’arte contemporanea (appartenente al Gruppo Deodato) che rappresenta e promuove l’artista in Italia nonché altri artisti affermati ed emergenti legati allo spazio pubblico – e curata da Giuseppe Pizzuto, cofondatore e direttore di Wunderkammern, la mostra “OBEY: Power to the peaceful” esplora uno dei temi più cruciali del nostro tempo: la pace come scelta attiva e responsabilità collettiva. In un momento storico segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni sociali, il lavoro di OBEY invita a immaginare nuovi spazi di dialogo, solidarietà e cambiamento.

Attraverso oltre cento opere tra pezzi unici, serigrafie, HPM (Hand Finished Prints) e lavori su diversi supporti, il percorso espositivo attraversa alcuni dei nuclei centrali della ricerca dell’artista: il rapporto tra potere e comunicazione, la costruzione del consenso, le lotte per la giustizia e il ruolo delle comunità come forza di trasformazione.

La città di Napoli, con la sua storia di contrasti e di rinascite, diventa il palcoscenico naturale di questa riflessione: un luogo dove l’arte si fa voce, coscienza e forza trasformativa.

Obey (Shepard Fairey), MOD / Wide Awake, 2023 © Obey Giant Art Inc.

Duomo di Napoli: installazione site-specific di JR

I mille volti di Napoli sul Duomo della città. Nel cuore della città, un’installazione site-specific alla cui genesi l’artista francese JR (Parigi, 1983) ha cominciato a lavorare già nel settembre del 2024, esplorando la complessità dell’identità del popolo partenopeo, muovendosi nei diversi quartieri napoletani e raccogliendo ritratti e storie di napoletani dai più disparati background.

Attraverso la vivida magia sprigionata dalla città e dai suoi abitanti, una magia fatta di incontri, sguardi, relazioni, rivalorizzazione dell’estemporaneità e della spontaneità del vivere, JR ha realizzato tanti singoli ritratti tesi a catturare la più autentica vena poetica e di vitalità di una città multiforme, irresistibile e indefinibile.

Sette i quartieri a cui l’artista ha dato voce: Piazza Sanità, Piazza Dante, Fuorigrotta, Mergellina, San Giovanni a Teduccio, Piazza Cavour, Borgo di Sant’Antonio. All’interno di questi spazi senza tempo, JR e il suo team hanno provato a raccontare la multiforme realtà di Napoli attraverso i volti di 606 napoletani di ogni estrazione sociale e culturale.

In un momento successivo, i singoli ritratti sono stati uniti in un lavoro corale, andando a creare così dei sorprendenti “gruppi di ritratti collettivi”. Ogni scatto è stato realizzato con la medesima luce, perché ognuno fosse rappresentato con pari dignità.

Il risultato è un monumentale collage fotografico posto sulla facciata del Duomo, in cui molteplici volti si affacciano sulla città.

©Ph. JR

Concettina ai Tre Santi

Come molte donne dei quartieri di Napoli, anche Concettina friggeva all’angolo di strada le sue pizze.
Lei era per tutti quella “vicino all’edicola dei Tre Santi”. E’ nato così, semplicemente, il locale di Via Arena alla Sanità, che oggi è un faro nel vivacissimo Rione, “soggetto” di un radicale ed entusiasmante progetto di riqualificazione urbana partito dal basso.

Locanda del Monacone

Un luogo per farti sentire a casa, inebriata da sapori e profumi della tradizione napoletana.
Il luogo dove sapienti mani e ingredienti genuini compongono piatti tipici napoletani, tanto semplici quanto gustosi.
La Locanda del Monacone è il ristorante che stai cercando se desideri degustare la vera cucina napoletana.
Un luogo di accoglienza e condivisione dove la tavola diventa il mezzo per un sincero scambio di esperienze.

Atelier Ines – Suites and Arts

L’Atelier è un progetto di Inès, artista tunisina, e di suo marito Vincenzo Oste, designer di gioielli, nato dalla forte volontà di creare un piccolo e lussuoso museo contenente opere d’arte, mobili, specchi concepiti da Annibale Oste, padre di Vincenzo, artista di fama internazionale. Volevano aprire il loro mondo e condividere la loro filosofia artistica, offrendo un’esperienza di vita unica ai loro ospiti.